Affondamento Marcella - Montaretto

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Storia
Relitto Marcella
Cacciasommergibili UJ2210
Coordinate: 44° 11' 210" N - 09° 31' 840" E


Alle ore 1,40 della notte del 28 Maggio 1944 il paese di Montaretto ode delle esplosioni fragorose. Mentre scortava un convoglio da La Spezia a Genova il cacciasommergibile tedesco UJ2210, fu attaccato e affondato con i siluri da un gruppo di motosiluranti americane in una zona di mare distante 4 chilometri in linea d'aria dal paese e a circa 2,5 chilometri dagli scogli. Secondo la testimonianza di un anziano pescatore, il Sig. Luigi Castellarni, il quale non ricordando esattamente la data ricordava però benissimo di essere stato svegliato dai boati delle esplosioni, poi il silenzio assoluto rotto dalle grida di dolore dei feriti e dei naufraghi, che rammenta il Sig. Luigi furono raccolti dalle altre unità Tedesche.

Il relitto, probabilmente per le violente esplosioni che lo hanno dilaniato, giace spezzato in due parti sul fondo fangoso in una strana posizione.  Le motosiluranti appartenevano alla classe"Elco 80'". Erano lunghe m. 24,38, larghe m. 6,38,  pescavano m. 1,68 e dislocavano t. 61, erano spinte da tre motori a benzina Packard a dodici cilindri che erogavano la potenza di 1.500 hp. e imprimevano loro una velocità massima di 41 nodi. Armate da una cannoncino da 20 mm., da due mitragliere binate cal. 50' e da 4 siluri da 533 mm, l'equipaggio era costituito da 3 ufficiali e 14 sottufficiali e comuni.

La Corvetta Tedesca UJ 2210 fu costruita nel 1932 a St.Nazaire (Francia): in origine era un grosso peschereccio a strascico, progettato per lunghe navigazioni. Il suo primo nome fu Marcella. La Kriegsmarine requisì il Marcella nel 1942, e lo trasformò in corvetta, equipaggiata per la lotta anti-sommergibili. Il 27 Febbraio 1943, la UJ 2210 attaccò ed affondò il sommergibile Britannico HMS Tigris, a Nord-Ovest dell'Isola di Stromboli.


 
Immersione

Oggi il relitto del "Marcella" giace su un fondale di -64/65 m., mentre la prua risale sino a -45 m. L'immersione non è delle più facili, anche perché il relitto é difficile da localizzare, inoltre la zona d'interesse per il sommozzatore sportivo si riduce quasi esclusivamente alla prua che elevandosi dal fondo è circondata da acque più limpide, mentre il resto della nave è adagiato su un fondale fangoso, ove l'acqua è quasi sempre troppo torbida per consentire un'immersione divertente.
Sul relitto vi sono anche i resti di una rete con grossi cavi, per cui consiglio tutti coloro che dopo aver letto questo articolo decidessero di andare ad immergersi su questo bel relitto di usare sempre la massima prudenza.
Una brutta abitudine dei subacquei Italiani è quella di voler sempre togliere qualcosa dal mare, e sui relitti cercano sempre qualcosa da recuperare. Ricordatevi che non c e alcun souvenir asportato dal relitto di una nave che valga una vita umana.
Le cronache di questi ultimi anni sono piene di sub morti nel tentativo di recuperare un anfora da un relitto romano, piuttosto che un oblò od un ancora da un relitto moderno.

I due tronconi di nave, se pur spezzati nettamente al momento dell'affondamento sembrano ora incastrati l'uno nell'altro, però in una posizione così innaturale da rammentare subito nello stupito spettatore che questo relitto è di una nave certamente affondata in una violenta azione di guerra.
Ancora saldamente fissato alla zona prodiera, ma seminascosto dall'intrico di lamiere contorte, un unico grande cannone è ora puntato verso il cielo. La parte centrale della nave, in effetti, fa ora da sostegno alla prua, che si è conficcata nel fango del fondo puntata verso la superficie, ma con una decisa inclinazione all'indietro, il che fa pensare che sia giunta sul fondo del mare alcuni attimi dopo l'altro troncone di nave, contro cui si è poi appoggiata.
Credo che non esistano, per quanto oggi si sappia nell'ambiente subacqueo, altri relitti che nell'affondamento abbiano assunto posizioni simili. L'affondamento dei due tronconi è stato probabilmente rapidissimo; la nave può essere stata colpita da più di un siluro lanciati da distanza ravvicinata, inoltre la vicinanza della zona di rottura dello scafo con il grosso cannone induce a pensare che siano esplose anche le munizioni a bordo della nave e che quindi la nave si sia subito spezzata in due tronconi con un affondamento quasi immediato.
   


    

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